FABBRICERIA DELLA BASILICA CATTERALE DI PARMA
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LA CATTEDRALE DI PARMA: INTERVENTI
Il restauro della cuspide
L'incendio del campanile | Il progetto di restauro
L'intervento di restauro | La documentazione del cantiere

Il progetto del restauro
Il progetto di restauro della cuspide del campanile della cattedrale di Parma deve affrontare due aspetti apparentemente fra loro discordanti: da un lato la dimensione storico artistica del manufatto, che fortunosamente disvelato, costringe il progettista a confrontarsi con la sua dimensione materiale storicizzata; dall'altro la dimensione tecnica e funzionale propria di un intervento di manutenzione delle coperture, quale il garantire la conservazione, la protezione e la tenuta agli agenti atmosferici.
Il ritrovamento della struttura medievale originale, ancora leggibile nelle sue caratteristiche tipologiche, costruttive e materiche, con la peculiare invetriatura a fasce bicrome alternate dei conci in laterizio, costituisce il fattore di maggiore interesse di questo intervento.
La successione delle manutenzioni documentate dalla fine del XVI secolo in poi, mostra come l' obiettivo primario sia stato di preservare la struttura medievale da ulteriori danneggiamenti, mediante la realizzazione di una copertura protettiva. Questo atteggiamento conservativo ante litteram ha permesso che la struttura antica si conservasse sostanzialmente inalterata fino ad oggi, priva dei rimaneggiamenti propri dei restauri storici che hanno invece modificato per gran parte l'aspetto materico e tecnologico di molte altre cuspidi di area padana, tipologicamente simili a quella del Duomo di Parma. La peculiarità della struttura parmense si rileva inoltre nel particolare sistema di riequilibrio statico adottato, che utilizza un contrappeso a pendolo come stabilizzatore del sistema terminale della cuspide (statua, palla, pinnacolo e corona).
L'intervento di restauro deve però affrontare non solo le questioni testimoniali e documentali, ma deve considerare con attenzione il problema della salvaguardia e della conservazione nel tempo del bene. Ci si trova di fronte alla necessità di vagliare le opzioni di intervento possibili con l'impellenza di affrontare la situazione di emergenza che il fulmine e l'incendio hanno creato.

Il progetto di restauro ha scelto di affrontare in modo approfondito entrambi gli aspetti:
- la conservazione: sulla testimonianza materiale ritrovata si opera secondo un progetto classico di restauro che partendo dalla conoscenza del manufatto (analisi storica, rilievo, mappatura degli elementi e dei degradi, etc.), attraverso la diagnostica dei materiali e dei degradi, porta al consolidamento e al restauro dell'antica struttura muraria medievale, con un approccio di tipo archeologico, diretto alla conservazione statica della struttura e materica degli elementi antichi. Secondo questo approccio, le integrazioni di materiali contemporanei, necessarie alla conservazione del manufatto saranno distinguibili e non mimetiche: ad esempio le integrazioni murarie delle lacune passanti saranno realizzate con conci nuovi di forma e dimensioni uguali agli originali, privi però della finitura cromatica in vetrina.
L'atteggiamento conservativo non si limita alla sola dimensione materiale ed estetica del manufatto ma coinvolge anche la sua dimensione tecnologica: si sceglie così di mantenere in funzione il contrappeso stabilizzatore, proprio del sistema antico, e dove possibile, si riutilizzano i bolzoni di ancoraggio dei morali del sistema di copertura.
- la salvaguardia: inserendosi nella tradizione degli interventi di salvaguardia realizzati dal XVI secolo in poi, il progetto di restauro si conclude con la riproposizione della copertura storica in rame. Questa scelta non solo garantisce la conservazione nel tempo della struttura medievale, ma va anche nella direzione della salvaguardia della continuità dell'immagine consolidata del campanile. Le incisioni antiche ci tramandano da secoli il campanile concluso con una cuspide piramidale dal rivestimento in lastre metalliche (secondo le tecnologie disponibili nelle varie epoche). L'approccio del progetto conferma quindi il suo carattere conservativo anche nella soluzione formale ed estetica adottata, scartando alternative più suggestive che avrebbero alterato la percezione del bene storico. A differenza della struttura muraria medievale, conservata per gran parte, della copertura rinascimentale in rame l'incendio ha risparmiato solo le lastre metalliche, mentre l'intera struttura di supporto in legno è andata completamente distrutta. Si affronta perciò il progetto in termini di ricostruzione ex-novo della copertura, mancando elementi storici da conservare. Con un approccio contemporaneo, nella continuità tipologica delle strutture si sono introdotti alcuni accorgimenti migliorativi dal punto di vista tecnico e materiale. Si è optato di garantire una maggiore solidità statica della struttura di supporto e di utilizzare materiali che offrano migliori risposte alle sollecitazioni termiche che coinvolgono la cuspide. Il completo rifacimento della copertura in rame consentirà di progettare la sequenza delle lastre e la finitura superficiale (alternata liscia e martellinata) in modo da evocare il ritmo compositivo della decorazione a fasce bicrome alternate della struttura medievale.

Il progetto di restauro non può prescindere da un intervento teso alla conservazione dello stratificato palinsesto che la struttura stessa mostra. La cuspide infatti appare il frutto di interventi e decisioni operative storicamente documentate, la cui memoria deve essere preservata e conservata come compiuto esito del sapere tecnico e della cultura costruttiva parmense dal tardo medioevo all'età contemporanea. Pertanto le soluzioni progettuali proposte si inseriscono nel solco della tradizione edile storica con l'introduzione di alcuni accorgimenti tecnico-esecutivi finalizzati al miglioramento dell'efficienza prestazionale della copertura e a garantire una maggiore durata dell'intervento di restauro nel corso degli anni.
Il restauro di una struttura complessa e storicamente stratificata come la cuspide del campanile della cattedrale deve essere il risultato di un lavoro sinergico di competenze specialistiche diverse, di tipo storico e artistico, ingegneristico, strutturale, chimico, materico, architettonico e di restauro, il cui obiettivo finale è quello di elaborare una proposta progettuale per la conservazione di questa primaria testimonianza storico-artistica della città.
La definizione di un progetto di restauro conservativo così complesso implica la realizzazione di indagini propedeutiche (vicenda del cantiere e delle manutenzioni storiche, litologia e degrado dei materiali, assetto statico e verifica sismica, ...). Da qui la necessità di articolare una successione coordinata di studi.
ALTRI INTERVENTI
1981/1985 | 1986/1998 | 1999/2009


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